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SRI LANKA: Nuovo rapporto USA, aumentano le pressioni per indagare sui crimini di guerra
Eli Clifton

WASHINGTON, 26 ottobre 2009 (IPS) - Il Dipartimento di Stato USA ha da poco pubblicato un rapporto sulle presunte violazioni delle leggi di guerra in Sri Lanka risalenti al primo semestre 2009: si intensificano così le pressioni per un’indagine internazionale indipendente sulle presunte atrocità commesse dalle forze governative e dai separatisti delle Tigri Liberatrici del Tamil Eelam (LTTE).


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"Il governo dello Sri Lanka si è detto determinato ad avviare un processo di riconciliazione con il popolo del nord, ma è nostra ferma convinzione che per riconciliarsi sia fondamentale dimostrare di essere responsabili", ha dichiarato il portavoce del Dipartimento di Stato USA, Ian Kelly.

"Il rapporto evidenzia alcune nostre perplessità sul modo in cui è stata condotta l’operazione militare", ha aggiunto Kelly.

Il dossier è stato accolto con favore dai gruppi della società civile e Ong che avevano già richiamato l’attenzione sui crimini di guerra perpetrati ai danni della popolazione civile durante il violento conflitto in Sri Lanka tra gennaio e maggio 2009.

"Il rapporto del Dipartimento di Stato americano dovrebbe fugare ogni dubbio sul fatto che negli ultimi mesi del conflitto siano stati commessi gravi abusi e maltrattamenti", ha detto Brad Adams, direttore del dipartimento asiatico di Human Rights Watch. "Vista l’assoluta incapacità dello Sri Lanka di indagare eventuali crimini di guerra, l’unica speranza di fare giustizia viene da un’indagine internazionale indipendente".

Emanato dall’Ufficio preposto ai crimini di Guerra del Dipartimento di Stato americano, il documento si concentra sui crimini commessi negli ultimi mesi di guerra civile tra il governo dello Sri Lanka e le Tigri Liberatrici del Tamil Eelam (LTTE dall’acronimo inglese), durata 26 anni.

Lo scontro si è concluso con la sconfitta definitiva dell’LTTE, ma sono emerse indicazioni che rivelano il reclutamento di bambini da parte del gruppo insurrezionalista LTTE, attacchi ai civili e uccisioni di prigionieri da parte del governo, oltre a sequestri di persona riconducibili al governo o a forze paramilitari da esso sostenute, scarsità di cibo, acqua potabile e medicinali per i civili bloccati nelle zone di guerra.

Il documento è stato presentato ai sensi del Supplemental Appropriations Act 2009, in base al quale il Segretario di Stato ha presentato una relazione "che illustra gli incidenti occorsi durante i recenti conflitti in Sri Lanka che potrebbero costituire violazioni del diritto umanitario internazionale o crimini contro l’umanità e, per quanto possibile, portare all’identificazione dei responsabili".

Grazie a questa legge, inoltre, il governo statunitense ha potuto togliere allo Sri Lanka il sostegno economico, ad eccezione degli aiuti umanitari fondamentali, fino a quando il governo del paese non rispetterà i diritti degli sfollati interni, dia conto delle persone detenute durante il conflitto, consenta alle organizzazioni umanitarie e ai media di accedere alle zone interessate dai combattimenti e implementi politiche atte a promuovere la riconciliazione e la giustizia.

L’LTTE è indicata dagli USA come organizzazione terroristica sin dal 1997, ma l’attuale rapporto si concentra sul periodo che decorre da gennaio 2009, mese in cui il conflitto tra governo e separatisti dell’LTTE è culminato nella battaglia finale.

"Il documento dettaglia presunti avvenimenti emersi nelle ultime fasi della guerra, che potrebbero costituire violazioni del diritto umanitario internazionale (IHL) o crimini contro l’umanità e conseguenze nocive correlate", si legge nello studio.

"Il rapporto - prosegue poi il testo - non formula conclusioni giuridiche in merito alla eventuale configurazione degli avvenimenti descritti come violazioni del diritto umanitario internazionale, crimini contro l’umanità o altre violazioni del diritto internazionale, né determina se i fatti presunti e descritti siano realmente accaduti".

Il documento americano contiene un elenco dettagliato di avvenimenti.

A quanto risulta, negli ultimi mesi di guerra civile, l’LTTE ha reclutato bambini e bambine, perfino di 12 anni di età, per combattere contro i soldati.

Nonostante le smentite dell’esercito nazionale, secondo fonti dello Sri Lanka il governo avrebbe bombardato la “no-fire zone” e gli ospedali.

Il rapporto descrive episodi in cui il governo dello Sri Lanka avrebbe bombardato i civili prima del cessate il fuoco, imposto per concedere alla popolazione il tempo di mettersi in salvo, e incidenti in cui l’LTTE avrebbe impedito ad alcuni sfollati di fuggire, per poi usarli come "scudi umani".

"Il governo dello Sri Lanka non può farla franca nascondendo ciò che ha fatto alla popolazione civile durante il conflitto", ci ha detto Tom Malinowski, direttore per il patrocinio legale alla sede dell’HRW di Washington. "E questo rapporto ci aiuta a dimostrarlo, poiché contiene tutte le informazioni su ciò che è accaduto, raccolte da moltissime fonti".

Malinowski ha poi aggiunto, "Se il governo dello Sri Lanka si illudeva di riuscire a vincere la guerra e impedire al mondo di sapere cosa è successo ai civili finiti nel fuoco incrociato, si sbagliava di grosso".

Il Dipartimento di Stato americano si occupa anche di prigionieri o combattenti disposti alla resa uccisi dal governo dello Sri Lanka, di sparizioni di civili Tamil perpetrate da forze governative o paramilitari sostenute dal governo.

Il rapporto informa inoltre di gravi scarsità di cibo, casi di malnutrizione, interventi chirurgici fatti senza anestesia, e gravi mancanze di sostegno a sfollati interni, nonostante il governo si fosse impegnato a fornire cibo, medicinali e acqua potabile a sufficienza.

"Le indagini condotte sul conflitto dall’Human Rights Watch rivelano che entrambe le parti hanno ripetutamente violato le leggi di guerra", ha fatto sapere l’HRW stesso. "L’LTTE ha usato i civili come scudi umani, impiegato armi letali per impedire ai civili di mettersi in salvo, e schierato le proprie forze armate in zone densamente popolate da civili. Le forze governative hanno bombardato indiscriminatamente zone densamente popolate, ospedali inclusi. Il disprezzo di entrambe le parti per la vita dei civili ha causato migliaia di morti".

Il governo dello Sri Lanka ha impedito ad osservatori esterni, media e Ong, di accedere alle zone di guerra, pertanto le informazioni sui crimini di guerra commessi sia dal governo che dall’LTTE sono limitate.

Gruppi per i diritti umani hanno denunciato che il governo del paese avrebbe omesso di adottare misure idonee per indagare sui presunti crimini di guerra commessi nel corso dell’anno.

"In assenza di misure nazionali per investigare su questi reati terribili, riteniamo si debba procedere a un’inchiesta internazionale", ha concluso Malinowski.

Secondo fonti delle Nazioni Unite, dal 1983 il conflitto tra il governo dello Sri Lanka e l’LTTE ha mietuto tra 80mila e 100mila vittime. © IPS(FINE/2009)

 

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