CHI SIAMO    CONTATTACI    ENGLISH    ESPAÑOL    FRANÇAIS    ARABIC    ALTRE LINGUE... 
    23:46 GMT  
IPSNotizie in RSS
  Politica  
  Economia  
  Sviluppo  
  Salute  
StampaInvia por e-mail
EDITORIALE
È giunta l'ora della cultura della pace
Federico Mayor Zaragoza

Federico Mayor Zaragoza, Presidente della fondazione Cultura della Pace; ex Direttore Generale UNESCO
BARCELLONA, 2 novembre 2009 (IPS) - È giunta l’ora. La cultura e l’economia della guerra, il dominio egemonico dei “globalizzatori” sono falliti clamorosamente; e a che prezzo, in termini di sofferenza, fame, povertà estrema, lacerazioni sociali… Serve un “nuovo inizio”, in coincidenza con il nuovo secolo e il nuovo millennio.


IPS Inter Press Service Agenzia Stampa
   Africa
IPS Inter Press Service Agenzia Stampa
   America Latina
IPS Inter Press Service Agenzia Stampa
   Asia e Oceania
IPS Inter Press Service Agenzia Stampa
   Europa
IPS Inter Press Service Agenzia Stampa
   Iraq e Asia Centrale
IPS Inter Press Service Agenzia Stampa
   Nord America
IPS Inter Press Service Agenzia Stampa
   Medioriente
IPS Inter Press Service Agenzia Stampa
IPS Inter Press Service Agenzia Stampa
IPS Inter Press Service Agenzia Stampa
   ENGLISH
IPS Inter Press Service Agenzia Stampa
   ESPAÑOL
IPS Inter Press Service Agenzia Stampa
   FRANÇAIS
IPS Inter Press Service Agenzia Stampa
   ARABIC
IPS Inter Press Service Agenzia Stampa
   DEUTSCH
IPS Inter Press Service Agenzia Stampa
   ČESKY
IPS Inter Press Service Agenzia Stampa
   ITALIANO
IPS Inter Press Service Agenzia Stampa
   JAPANESE
IPS Inter Press Service Agenzia Stampa
   MAGYAR
IPS Inter Press Service Agenzia Stampa
   NEDERLANDS
IPS Inter Press Service Agenzia Stampa
   POLSKI
IPS Inter Press Service Agenzia Stampa
   PORTUGUÊS
IPS Inter Press Service Agenzia Stampa
   SUOMI
IPS Inter Press Service Agenzia Stampa
   SVENSKA
IPS Inter Press Service Agenzia Stampa
   SWAHILI
IPS Inter Press Service Agenzia Stampa
IPS Inter Press Service Agenzia Stampa
IPSNotizie  in RSS / XMLSeguici su FacebookSeguici su Twitter
IPS Inter Press Service Agenzia Stampa
Da sempre predominano la forza e la prevaricazione, la violenza e gli scontri armati, al punto che la storia non sembra altro che un’infinta successione di battaglie e conflitti, in cui la pace non è che una pausa, un breve intervallo. E così passano i secoli, uno dopo l’altro, con fugaci tentativi di emancipazione.

Educata all’esercizio della forza, abituata a rispettare la legge del più forte, più allenata a usare i muscoli che il cervello, l’umanità è stata protagonista dei conflitti più sanguinosi. L’inimicizia soppianta la fratellanza.. L’altro, vicino o distante, non è il fratello con cui condividere un destino comune, ma un avversario, il nemico da sconfiggere. Il nostro passato è segnato da una catena interminabile di scontri, attacchi e rappresaglie, di vincitori e vinti, rancori e malanimo, di violenza fisica e spirituale.

Fortunatamente, c’è una storia parallela invisibile, fatta di giorni che si susseguono forgiati nella disponibilità, nella generosità, nella creatività, tratti distintivi del genere umano. È un ordito fitto, impareggiabile e non deciduo, perché intessuto dello sforzo di molte vite, dedicate tenacemente ogni singolo giorno ad erigere i baluardi della pace.

“Non ci sono strade che conducono alla pace, la pace è la strada”, ricordava il Mahatma Ghandi. Una strada sostenuta da valori e principi. Ma soprattutto dalla giustizia. La pace è al tempo stesso condizione e risultato, seme e frutto. Per prevenire i conflitti è necessario identificarne le cause. Evitarli è la vittoria maggiore.

L’Unesco, l'Organizzazione dell’Onu cui è affidato il compito di costruire la pace attraverso l’educazione, la scienza, la cultura e la comunicazione, ricorda nel preambolo della propria Costituzione che spetta ai “principi democratici” di giustizia, libertà, uguaglianza e solidarietà indicare la grande transizione da una cultura della violenza e della guerra a una cultura del dialogo e della conciliazione. Il grande programma condotto negli anni Novanta “Verso una cultura di pace” prese avvio proprio dall’Unesco.

La Dichiarazione e il programma di azione per una Cultura di pace, approvati nel settembre 1999, stabiliscono che la cultura della pace è un insieme di valori, atteggiamenti e comportamenti che rispecchiano il rispetto per la vita, l’essere umano e la sua dignità. Il Piano di azione contiene le misure educative, di genere, sviluppo, libertà di espressione, ed altre ancora, da implementare per avviare la grande transizione che ci porti dalla forza alla parola: sviluppare l’educazione alla pace, ai diritti umani, e alla democrazia; alla tolleranza e alla reciproca comprensione - sia nazionale che internazionale; lottare contro ogni forma di discriminazione; promuovere i principi e le pratiche democratiche in tutti gli ambiti della società, combattere la povertà e raggiungere uno sviluppo endogeno e sostenibile i cui benefici giovino a tutti, e che dia a ognuno una vita dignitosa; mobilitare la società per suscitare nei giovani il desiderio forte di trovare nuove forme di convivenza, fondate sulla riconciliazione, la generosità e la tolleranza, nonché sul rifiuto di qualsiasi forma di oppressione e violenza; su una equa distribuzione della ricchezza, sulla libera circolazione delle informazioni e sulla condivisione della conoscenza.

Il Manifesto 2000, lanciato in occasione dell’Anno Internazionale per la Cultura della Pace e firmato da oltre 110 milioni di persone in tutto il mondo, stabilisce l’“impegno, nella mia vita quotidiana, nella mia famiglia, nel mio lavoro, nella mia comunità, nel mio paese, nella mia regione: a rispettare tutte le vite, rifiutare la violenza; dare spazio alla generosità; ascoltare per comprendersi; preservare il pianeta e reinventare la solidarietà”. Si tratta proprio di questo: di farci coinvolgere e impegnarci personalmente nel processo che in pochi anni può rischiarare l’orizzonte, oggi così scuro, permettendo la convivenza pacifica di tutti gli abitanti della terra.

Sono già molti i paesi, le regioni e i comuni che hanno inserito nella propria costituzione o statuto la cultura della pace. È fondamentale che questa adozione sia sempre più diffusa, ma ancor più importante è che cresca la consapevolezza popolare che è giunta l’ora di non accettare più l’imposizione e l’obbedienza cieca al potere, perché i cittadini non sono più sudditi, né spettatori, ma sono diventati attori, che si lasciano alle spalle il silenzio e la paura, spogliandosi del vassallaggio, per diventare agenti di pace.

Oggi, la partecipazione a distanza con la telefonia mobile e gli SMS, oppure Internet, permette di cambiare radicalmente i fondamenti della democrazia, ovvero la consultazione popolare.

In questi 10 anni è stato fatto molto. Ma l’inerzia degli interessi, la resistenza dei più ricchi alla condivisione, ostacolano l’avvento della cultura della pace, della parola, dell’alleanza e della comprensione.

Ma presto cederanno. È giunta l’ora. © IPS (FINE/2009)

Diritti riservati. Articolo liberamente consultabile ma non riproducibile.
Se siete interessati alla pubblicazione, scrivete a: fbuffo@ips.org 

 

Seguici su Facebook
Seguici su Twitter
 CILE: Il carbone della discordia
 SOMALIA: Pirati, più difficile processarli che catturarli
 Africa: L'accordo di Cotonou come motore per lo sviluppo della società civile...
 IRAN: Le rivelazioni di Mousavi, una minaccia per il governo?
 INDIA: Nuove tecniche per i coltivatori di cotone
CONTINUA >>
 CUBA-USA: Il turismo e la liberazione dei 'cinque' in cima all'agenda
 Kyrgyzstan: Bambini sfruttati dalle multinazionali del tabacco
 I cristiani iracheni aggrappati alla loro fede nell'esilio giordano
 Disobbedienza civile contro una rigida politica sull'immigrazione
 GRECIA-MIGRANTI: Un trampolino per l'Italia
CONTINUA >>
 INDIA: Nuove tecniche per i coltivatori di cotone
 Brasile, una corsa a ostacoli per i biocarburanti
 CAMBIAMENTO CLIMATICO: Verso un accordo sul clima?
 INTERVISTA: Il mondo ha bisogno di un nuovo contratto sociale
 Portare la scienza per le strade
CONTINUA >>
 Africa: L'accordo di Cotonou come motore per lo sviluppo della società civile...
 IRAN: Le rivelazioni di Mousavi, una minaccia per il governo?
 Brasile, una corsa a ostacoli per i biocarburanti
 INDIA: Nuove tecniche per i coltivatori di cotone
 GOLFO DEL MESSICO: Ecosistema in pericolo
 USA: Veterani, in centomila senzatetto
 CUBA-USA: Il turismo e la liberazione dei 'cinque' in cima all'agenda
 SOMALIA: Pirati, più difficile processarli che catturarli
 Più informazione sul vaccino per l'AIDS
 Corea del Sud: Torna in agenda la riunificazione